Il suono del flauto è estremamente dolce e comunicativo: non a caso le onde sonore che produce sono, tra tutti gli strumenti, le più simili a quelle della voce umana. La sua storia è antichissima, ma solo a partire dalla metà dell’Ottocento ha assunto la forma che conserva tutt’oggi, di tubo in tre sezioni, in genere di metallo prezioso, dotato di una buona quantità di chiavi per facilitare la tecnica e l’intonazione.
Nel corso della sua lunga storia il flauto ha saputo adattarsi a epoche, stili e culture diverse e per quanto riguarda la cultura occidentale, negli ultimi tre secoli le composizioni a lui dedicate si sono succedute senza posa, dando luogo ai capolavori che conosciamo. Da Bach a Vivaldi, da Mozart a Debussy, passando per infiniti altri autori barocchi, classici, romantici e contemporanei, molti autori ci hanno regalato pagine meravigliose, interpretate da musicisti come J. P. Rampal, A. Nicolet, P. Gallois, B. Boyd, R. Dick, A. Griminelli, etc.
Il flauto traverso viene impiegato inoltre in molta musica popolare e in particolare nel tango e nel jazz, sfruttando tutta la gamma delle sue sonorità: dal timbro pastoso del registro grave, alla rotondità della zona media, al carattere brillante e cristallino della tessitura acuta.
Durante il corso si forniranno all’allievo le nozioni di base che gli permetteranno di eseguire sullo strumento un repertorio vario e di conoscere attivamente, in prima persona, la musica di diversi periodi. Il corso si svolgerà costruendo le modalità per un’interpretazione coerente dei brani musicali del repertorio flautistico (a seconda del periodo, dell'area geografica e dello stile) e consona con il proprio modo di sentire.
insegnante: Anna Cattoretti
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