Lo studio di uno strumento musicale comporta non solo l’acquisire delle competenze teoriche per poter leggere uno spartito correttamente (tanto le note quanto le durate delle stesse), ma sviluppare una tecnica giusta che ci consenta di chiedere alle nostre mani di poter fare sullo strumento esattamente quello che la nostra volontà ed espressività musicale vorrebbero.
Le nostre mani nella vita quotidiana svolgono tutta una serie di compiti che impariamo un po’ alla volta fin dalla prima infanzia e quei movimenti che in tanti casi diventano automatici, ci accompagneranno per tutto la nostra vita. I movimenti che le nostre mani devono fare su uno strumento sono molto specifici e se non impariamo a gestirli in maniera ragionata, tutta la nostra musicalità rimarrà nella nostra testa ma non la potremo trasmettere alle nostre dita. Per questo motivo è fondamentale abbinare allo studio dei brani che man mano impariamo e che sicuramente sono quelli che ci danno più soddisfazione, tutta una serie di esercizi che preparino le dita ad affrontare le più diverse mansioni.
Spesso gli allievi non amano tanto fare degli esercizi ma questo è un errore e vogliamo spiegare il perché: durante l’esecuzione di un esercizio non abbiamo le “distrazioni” di pensare alle note, al ritmo, all’interpretazione, ecc. ma possiamo concentrarci su un determinato movimento di ogni singolo dito e capire da ogni movimento quale sarebbe la maniera più adatta per ottenere la prestazione migliore. Si potrebbe dire che questi esercizi sono la palestra delle nostre mani. Questa sarebbe una verità parziale dato che è vero che ogni piccolo muscolo delle nostre mani, sorretto da tendini, nervi, ecc. deve funzionare come un meccanismo perfettamente impostato ma questo non basta se dietro ad ogni movimento non c’è una particolare concentrazione. Il tutto lo si deve fare lentamente in modo da poter controllare la correttezza di ogni minimo dettaglio e inoltre il nostro udito deve controllare la qualità del suono ottenuto.
In sintesi, non conta solo quello che si fa durante l’esercitazione della tecnica ma il “come” lo si fa. La guida di un maestro è fondamentale sia per l’impostazione di base delle mani sia per la gradualità e varietà degli esercizi da fare. Gli automatismi che si riescono a inserire nel nostro bagaglio tecnico sono quelli che ci permettono di eseguire un brano musicale senza dover pensare alle difficoltà dei diversi passaggi. Per la chitarra classica esistono tantissimi libri di esercizi. Noi ci limitiamo a segnalarne uno di quelli più importanti, sia per quantità di contenuti sia per come vengono esposti nei minimi dettagli ognuno degli esercizi proposti. Si tratta di THE BIBLE OF CLASSICAL GUITAR TECHNIQUE (La Bibbia della tecnica della chitarra classica), Autore: Käppel, Hubert, Editore Ama Verlag.




